Premio Marzocco: Masterclass con Carlo Verdone

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Data: 04/05/2016 - Dalle ore: 21:00



Masterclass con Carlo Verdone

moderata da Giovanni Bogani (La Nazione) e Simone Emiliani (Direttore artistico)

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Premiazione

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Gallo cedrone (1998, 98’)

carlo verdone sul set di io, loro e laraNato a Roma nel 1950. Da bambino si avvicina al cinema grazie a suo padre Mario, celebre storico del cinema, docente universitario, studioso delle avanguardie storiche, a lungo dirigente del Centro Sperimentale di Cinematografia e amico intimo di personalità tra le più affermate dell’epoca, quali Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini, Alessandro Blasetti, Franco Zeffirelli, Michelangelo Antonioni, Roberto Rossellini, Vittorio De Sica. Insieme al fratello minore Luca si diverte il sabato sera a proiettare film sperimentali per amici e parenti, proiezioni dedicate soprattutto ai film di Fellini e del Neorealismo. Nel 1971 realizza con una videocamera vendutagli da Isabella Rossellini per 70.000 lire un cortometraggio, Poesia solare, (della durata di 20 minuti circa) influenzato dalla cultura sessantottina e psichedelica del tempo, e dalla musica dei Pink Floyd e dei Grateful Dead.  Nel 1972 gira un altro cortometraggio, Allegoria di primavera, seguito l’anno successivo da Elegia notturna; entrambi i lavori sono sperimentazioni influenzate dalla visione di rassegne dell’underground americano presentate al Filmstudio di Roma di quegli anni. Successivamente i tre cortometraggi, girati in super-8, sono stati smarriti, probabilmente all’interno dei magazzini della RAI. Nel 1972 si iscrive al Centro Sperimentale di Cinematografia e, nel 1974, si diploma in regia cinematografica, sotto la presidenza di Roberto Rossellini. Il saggio di diploma s’intitola Anjuta, ispirato a una novella di Čechov. Nello stesso periodo inizia a lavorare come animatore-burattinaio presso l’Opera dei Burattini di Maria Signorelli. Emergono tutte le sue doti vocali e il talento per le imitazioni, fino ad allora note solo ai familiari e ai compagni di classe del liceo Nazareno di Roma, che ascoltavano con piacere le imitazioni dei professori. Durante gli studi universitari alla Sapienza di Roma (in cui si laurea in Lettere moderne nel 1977 con una tesi dal titolo L’influenza della letteratura italiana nel cinema muto) inizia la sua prima esperienza di attore con il ”Gruppo Teatro Arte” diretto dal fratello Luca. Una sera si trova a dover sostituire alcuni attori malati, interpretando così ruoli diversi e dando prova del suo virtuosismo come attore-trasformista. La strada che lo porta ad affermarsi nel campo della regia inizia prima con incarichi di assistente volontario e poi di aiuto regia. Nel 1974, oltre a lavorare sul set del film come secondo aiuto regista, compare in Quel movimento che mi piace tanto di Franco Rossetti, esempio di commedia erotica all’italiana; inoltre svolge qualche altro lavoro nell’assistenza alla regia con Franco Zeffirelli e cura la regia di alcuni documentari didattici per la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La svolta arriva nel 1977 con lo spettacolo Tali e quali, in scena al teatro Alberichino di Roma, in cui interpreta dodici personaggi, che appariranno più tardi sia nella fortunata serie televisiva Non stop (in onda su Rai1 nei primi mesi del 1978) che nei suoi primi film. Fa poi una piccola apparizione in La luna (1979) di Bernardo Bertolucci nei panni del Direttore delle Terme di Caracalla. Ma un incontro fondamentale per la sua carriera è quello con Sergio Leone, da cui nasce, oltre che il film d’esordio Un sacco bello (1980) e il seguente Bianco, rosso e Verdone (1981), la collaborazione con gli sceneggiatori Leo Benvenuti e Piero De Bernardi. Entrambi i film sono composti di tre episodi. Nel primo sono protagonisti un trentenne privo di amici in cerca di compagnia per un tour del sesso a Cracovia, un giovane che ritrova controvoglia il padre che cerca di redimerlo dopo la sua trasformazione in una comune e un ingenuo ragazzo di Trastevere che incontra una ragazza spagnola, ed è ambientato in una Roma deserta a Ferragosto. Il secondo invece è un film on the road dove un logorroico e pedante padre di famiglia romano che vive a Torino, un imbranato ragazzo romano in viaggio con la nonna e un emigrato in Germania che non parla (quasi) mai si stanno recando alle urne per votare. Nel 1982 è tra i protagonisti di Grand Hotel Excelsion di Castellano & Pipolo e affianca Alberto Sordi in In viaggio con papà prima di dirigere e interpretare il suo terzo lungometraggio, Borotalco, in cui un impacciato venditore porta a porta assume l’identità di un carismatico viveur per conquistare il cuore di una ragazza bella e spigliata. Anche nel successivo Acqua e sapone (1983) è un bidello che si finge un precettore che deve impartire ripetizioni a una giovanissima top model arrivata a Roma per lavoro. Realizza poi I due carabinieri (1984), che lo vede protagonista con Enrico Montesano e scrive e interpreta, con Lello Arena e Marina Suma, Cuori nella tormenta (1984), in cui un sottoufficiale della Marina, un cuoco di bordo e un’affascinante ragazza sono al centro di un triangolo amoroso. Nel 1986 viene diretto dal fratello Luca in 7 chili in 7 giorni in cui, assieme a Renato Pozzetto, mette su una clinica per obesi in un casale. Nello stesso anno firma la regia di Troppo forte che vede protagonista anche Alberto Sordi nei panni di un avvocato seguito da Io e mia sorella (1987), in cui è un tranquillo musicista di Spoleto che si vede sconvolgere la vita dall’arrivo dell’inquieta sorella interpretata da Ornella Muti e Compagni di scuola (1988), rimpatriata corale sospesa tra commedia e dramma. Realizza poi Il bambino e il poliziotto (1989), Stasera a casa di Alice (1990) e Al lupo al lupo (1992); in quest’ultimo film tre fratelli (interpretati, oltre che dallo stesso Verdone, anche da Sergio Rubini e Francesca Neri) vanno alla ricerca del padre scomparso. Il successivo Maledetto il giorno che t’ho incontrato (1992) vede protagonista un giornalista romano in procinto di terminare una biografia su Jimi Hendrix che s’imbatte dall’analista in una giovane donna (interpretata da Margherita Buy) che, come lui, è dipendente dagli ansiolitici. Dopo Perdiamoci di vista (1994) sul rapporto tra un cinico presentatore televisivo e una ragazza costretta sulla sedia a rotelle interpretata da Asia Argento, torna alla struttura del film a episodi con Viaggi di nozze (1995). L’accoppiata con Claudia Gerini si ripropone in Sono pazzo di Iris Blond (1996) sul rapporto tra un cantante pop in crisi e una cameriera con ambizioni musicali. Ritorna poi alle forme della commedia grottesca in Gallo cedrone (1998) dove l’esistenza di un volontario della Croce rossa viene ricostruita da amici e parenti e C’era un cinese in coma (2000). Nel 2000 interpreta il ruolo del Commissario Lombardi in Zora la vampira (2000). Con Ma che colpa abbiamo noi (2003) ritorna a un cinema corale venato d’amarezza attraverso i partecipanti di una terapia di gruppo rimasti ‘orfani’ della loro psichiatra. Firma poi L’amore è eterno finché dura (2004) su un cinquantenne che deve rifarsi una vita dopo essere stato buttato fuori di casa dalla moglie per aver partecipato a uno speed-date per single, fa coppia con Silvio Muccino in Il mio miglior nemico (2006) e rispolvera alcuni caratteri degli esordi con i coatti di Viaggi di nozze in Grande, grosso e…Verdone (2008). Un missionario sopraffatto dai problemi familiari è al centro di Io, loro e Lara (2010) mentre tre uomini divorziati che decidono di condividere lo stesso appartamento per far fronte alle difficoltà economiche sono i protagonisti Posti in piedi in Paradiso (2012). Il rapporto tra un uomo d’affari di successo con i figli e la vicina di casa segna il successivo Sotto una buona stella (2014). Nel suo nuovo film da regista, L’abbiamo fatta grossa (2016), crea un’inedita coppia con Antonio Albanese.

Come attore viene diretto, tra gli altri, da Sergio Citti nella miniserie tv Sogni e bisogni (1985), Giovanni Veronesi nei tre Manuale d’amore (2005, 2007, 2001) e in Italians (2009) e Paolo Sorrentino in La grande bellezza (2013).

Firma anche la regia di due regie liriche (Il barbiere di Siviglia nel 1992 e Cenerentola nel 2014 entrambe da Gioachino Rossini) e nel 2012 pubblica il libro autobiografico La casa sopra i portici.

Nel corso della sua carriera, vince 9 David di Donatello, 8 Nastri d’argento e 3 Globi d’Oro. Nel 2014 è uno dei membri della giuria del 71° Festival di Venezia.


Gallo Cedrone

Regia: Carlo Verdone
Sceneggiatura: Carlo Verdone, Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Pasquale Plastino
Fotografia: Danilo Desideri
Musica: Fabio Liberatori
Montaggio: Antonio Siciliano
Interpreti: Carlo Verdone, Regina Orioli, Ines Nobili, Paolo Triestino, Giorgia Brugnoli, Alessia Bruno
Produttori: Vittorio e Rita Cecchi Gori
Produzione: Cecchi Gori Group – Tiger Cinematografica
Distribuzione: Cecchi Gori
Durata: 98’- Italia, col., 35mm, 1998

gallo cedrone

SINOSSI Armando Feroci, un italiano partito come volontario per la Croce Rossa in un paese arabo, viene fatto prigioniero e condannato a morte da un gruppo islamico. La televisione indaga sulla sua vita. Quella di un uomo che ama rimorchiare le donne per strada, che pensa di essere il figlio naturale di Elvis Presley e che ha cambiato spesso pettinature. Insomma, un uomo senza definizione.