Premio Marco Melani

A Francesco Calogero viene assegnato il premio istituito dall’Assessorato alla Cultura del Comune di San Giovanni Valdarno in memoria del critico Marco Melani, nato a San Giovanni Valdarno il 12 aprile 1948 e morto a Roma il 13 aprile 1996. Persona di grande spessore intellettuale, ha svolto la sua opera nell’ambito del cinema e della televisione italiana, come regista, sceneggiatore, critico cinematografico, organizzatore di rassegne e festival, ideatore e curatore di mitiche trasmissioni televisive quali Blob e Fuori orario. Il premio verrà consegnato da Enrico Ghezzi, presidente del comitato scientifico, alla presenza dei familiari e degli amici di Marco Melani. Nelle precedenti edizioni, il premio è stato assegnato ad Alberto Grifi (2006), Tonino De Bernardi (2007), Franco Maresco (2008), Pasquale Scimeca (2009), Mario Martone (2010). Nel 2011 il riconoscimento è stato attribuito, nella sezione internazionale al regista georgiano Otar Ioseliani, e in quella italiana alla memoria al regista fiorentino Corso Salani, prematuramente scomparso nel giugno 2010.

Nato a Messina nel 1957, si laurea in giurisprudenza e svolge attività organizzativa in vari cineclub; dopo una ventennale collaborazione con il Festival di Taormina, fonda nel 1985 il Messina Film Festival, e dirige a partire dal 2003 il CostaIblea Film Festival (a Ragusa, insieme con Vito Zagarrio) e dal 2006 il Valdarno Cinema Fedic. Svolge anche un’assidua attività didattica, che lo porta a tenere sin dal 1995 seminari e laboratori di cinema in varie città italiane. L’esordio come regista cinematografico è legato alla realizzazione di due Super 8 – il lungometraggio La caviglia di Amelia (1985) e il mediometraggio Bionda per un giorno (1986), invitati nei più importanti festival specializzati, tra cui Valdarno Cinema – e alcuni corti (tra cui il videotrailer Lonesome, prodotto dal Salso Film&Tv Festival con Raitre), cui fa seguito La gentilezza del tocco (1987), suo primo lungometraggio professionale, presentato e premiato in numerosi festival internazionali. In maniera se possibile ancora più “indipendente” viene realizzato Visioni private, girato assieme a Ninni Bruschetta e Donald Ranvaud nel corso del Festival di Taormina 1988 e ultimato due anni dopo. Insieme con Bruschetta firma anche il testo teatrale Il battello degli amanti (1988) e l’adattamento della pièce I carabinieri, di Beniamino Joppolo, presentata alle Orestiadi di Gibellina 1994. Nel 1995 esordisce nella regia lirica con Rita ou Le mari battu, di Gaetano Donizetti, cui fa seguito, due anni dopo, il dittico Cavalleria rusticana, di Pietro Mascagni e Pagliacci, di Ruggero Leoncavallo; mette quindi in scena nel 1998 Norma, e nel 2003 La sonnambula, entrambe di Vincenzo Bellini. Di tutte le opere cura anche la regia della documentazione filmata. Passano intanto cinque anni tra Nessuno, diretto nel 1992, e Cinque giorni di tempesta, che viene presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 1997, e premiato a Osaka e Annecy; ad essi fa seguito Metronotte, uscito nel 2000. Del 2002 è l’esordio nel documentario con L’implacabile tenente Rossi, girato per la serie I diari della Sacher, seguito due anni dopo da In the Name of the Godfather, sopralluogo sui set siciliani del Padrino di F.F. Coppola.

La caviglia di Amelia

Regia: Francesco Calogero
Sceneggiatura: Francesco Calogero
Fotografia: Franco G. Calogero, Mario Pezzillo
Musica: brani d’opera (G.C. Menotti, G. Donizetti, G.Verdi); “Amelia” di Joni Mitchell; “Amelia” trad. spagn.
Montaggio: Mario Pezzillo, Francesco Calogero
Interpreti: Amelia Aragona, Roberto Gigante, Daniele Passaro, Gisella Asmundo, Fulvio Gemelli, Fabio De Arcangelis, Vima Villari
Produttori: Francesco Calogero, Roberto Gigante
Durata: 78’ – Italia, col., Super 8, 1985

SINOSSI Una sera nella vita di un giovane scrittore, alla soglia del suo secondo libro, che sarà  molto diverso dal primo: ambientato all’inizio del secolo, con toni da melodramma, comunque influenzato dagli eventi reali della sua vita. Una vita che non va come si vorrebbe, ed a cui è da preferire la finzione dei romanzi, dove tutto fila sempre per il verso giusto, gli amori vengono ricambiati, le macchinazioni vanno a buon fine…

Cinque giorni di tempesta

Regia: Francesco Calogero
Sceneggiatura: Giovanni Veronesi, Sandro Veronesi, con la collaborazione di Francesco Calogero
Fotografia: Giulio Pietromarchi
Musica: Mario Tronco
Montaggio: Davide Azzigana
Interpreti: Roberto De Francesco, Chiara Caselli, Amanda Sandrelli, Rocco Papaleo, Gigio Alberti, Renato Carpentieri, Massimo Ceccherini, Karin Proia, Angiola Baggi, Massimo Reale e la partecipazione di Umberto Orsini
Produttore: Galliano Juso
Produzione: Digital Film
Durata: 96’ – Italia, col., 35mm., 1997

SINOSSI A 27 anni Giovanni lascia la natia Salina, nelle isole Eolie, per fare il militare di leva a Bolzano, dove arriva con cinque giorni d’anticipo. Circostanze sfortunate e una cotta amorosa lo rimettono in viaggio  – in treno, bicicletta, scooter, auto, vaporetto, aereo – passando per Venezia, Cortina, Prato, Arezzo, Roma, fino a un epilogo avventuroso…